ELOGIO  FUNEBRE  PER  LUCIA  PADRIELLI



Chi era Lucia per molti di noi?
 

Lucia, un giorno, fra le tante cose di cui parlavamo,  si definì così: "Io sono una che ha saputo trarre sublimi armonie nel meraviglioso ordine dei numeri, degli algoritmi, dei modelli statistici. Qualunque mia attività sia essa ricerca, gestione della ricerca o attività casalinga, è improntata alla razionalità".


Ma non per questo Lucia era una persona noiosa, al contrario, sapeva  essere simpatica, brillante, allegra, determinata, coraggiosa…. ma manteneva sempre, come diceva lei, "un suo ordine interiore collocando tutti gli eventi in una sequenza logica e controllabile".


Una persona fredda, quindi?  Tutt'altro. In lei freddezza e razionalità erano attitudini che affioravano nei momenti decisionali…. ma ciò che principalmente l'ha caratterizzata in tutta la sua esistenza è stata una profonda onestà interiore che l'ha portata a dare il massimo nel suo lavoro e ad aspirare al bene per la società e per i suoi cari. 


Lucia è stata un esempio di eccezionalità anche nella malattia. Quando ha saputo di che si trattava, quale ne era il decorso e le nulle possibilità di guarigione, non ha smesso di vivere. Ha voluto conoscere tutto ciò che si sapeva e che si faceva in campo scientifico, in tutto il mondo,  per tentare di studiare delle possibilità di miglioramento se non di guarigione. Si batteva, e noi tutti con lei, perché dovessero essere tentate tutte le strade della sperimentazione scientifica compresa quella del trapianto di cellule staminali per ridare una speranza di vita a quegli ammalati che, come lei, - ora - vedono nella morte l'unica soluzione al loro dramma. Non ha smesso quindi di lottare, mai.


Non si è chiusa in sé stessa, non si è allontanata  neppure dalle esperienze di vita di amici e conoscenti che conducevano un’esistenza normale o che addirittura vivevano situazioni e momenti felici. Ha continuato a lavorare con l’impegno di sempre fino all’ultimo giorno, anche se gli sforzi erano diventati insormontabili, fornendo un grande esempio di dignità e di coraggio a chiunque l'abbia voluto conoscere ed apprendere.


Un giorno, dopo una approfondita disquisizione epistolare fra noi due su che cosa c’è oltre la morte, Lucia, poco incline a credere nel trascendente, mi scrisse:


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"Tutti noi siamo comunque immortali perché tutto quello che succede dopo di noi porta, indiscutibilmente, una nostra impronta. Ecco quindi lo scopo: trasmettere qualche cosa, portare un piccolo contributo positivo in avanti: l'educazione dei figli, degli alunni, dei discepoli, l'esempio dell'onestà, dei valori, l'amore per la cultura, il sapere, l'arte….tutti piccoli contributi positivi che portano gocce, tante gocce alla crescita del genere umano (anche il mare è fatto di piccole gocce) .

    
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Ecco, concludeva, di ognuno di noi muore il corpo, ma non la sua impronta"


Giusto, cara Lucia, la tua impronta rimarrà un insegnamento ed un esempio indelebile per tutti noi e per molti altri che non sono ancora qui ma che ti conosceranno attraverso le nostre testimonianze e i tuoi scritti.


Ora, riposa in pace, te lo meriti… e perdonaci se non ti lasciamo andare senza dolore.


La tua carissima amica

Silvana Begnardi Ficarra


22 dicembre 2003